Sul senso
“Ognuno vada dove vuole andare
Ognuno invecchi come gli pare
Ma non raccontare a me che cos'è la libertà” (Francesco Guccini)
La libreria Lovat di Villorba è un posto molto bello. Incontro lì un amico, pastore errante del pensiero e del mercato, atterra dagli USA per ripartire per chi sa dove. Mi racconta del suo viaggio, di un’America che piace ormai a pochi se non per le sue punte di eccellenza. Da lui ho imparato cosa sia la ricerca sul campo, andare a vedere, ed incrociare i dati etnografici con quelli che la letteratura mette a disposizione. Un approccio ben diverso rispetto ai paper universitari che un giorno chiederanno all’accademia conto della propria esistenza. È un agosto strano, solitamente il mio lavoro è rintanato in quell’Isola di Albarella oggi “alla ribalta” con 16-17 virgolette perché vi ha preso casa Belen Rodriguez, i più informati la conoscono invece come buen retiro di Achille Lauro. Ci sarebbe molto da dire su Albarella, le leggende dicono avesse casa in isola Celentano ed il dono dell’Isola stessa del “parón” Steno alla figlia Emma (Marcegaglia) è testimonianza di un tempo che non c’è più. Cosa ti hanno regalato i tuoi per il diciottesimo? Ah, un’isola! Un tempo in cui Gegé Schiena co-fonda Americanino, brand che io ricordo stampato su barche veloci per la pesca del tonno che ogni domenica o quasi tornavano con un trofeo che la gru deputata al varare le barche issava per l’immediato carico nel camion frigo in arrivo da Rosolina, Porto Viro o similari.
Quanto il mondo sia piccolo lo dimostra il ritrovare quel nome nel libro Futuro Artigiano di Stefano Micelli. Perché in Veneto hai sempre la sensazione non che ci si conosca tutti, ma che tutti influenzino un pezzo della storia. Quando SDA Bocconi mi ha chiesto di accompagnare un gruppo di Coreani (che trip) a Casa Zegna per una visita, bum la fabbrica lenta di Bonotto tra i fornitori consolidati, ancora Veneto. Poi il 6 agosto sono andato da Pianca. Gaiarine non è esattamente Miami. Ma c’erano tutti (dal commissario al sagrestano) al tavolo riunioni in cui si discuteva la futura convention agenti che avrò l’onore di aprire con uno speech. Sapere come sono fatti quei 70 milioni di fatturato è importante per trovare la ricetta delle aziende che scalano.
Ho chiesto al direttore commerciale: “perché il Veneto fatica e Pianca cresce?”. Domanda giornalistica, mi dice che non risponderà e che devo farla al titolare. Gliela faccio, risponde vago ma capisco. E la mia mente torna ad un’amica che avevo visitato qualche giorno prima, ha un’azienda che scala. Dove sta quella maledetta ricetta?
Un prodotto di qualità
Un codice sorgente, cioè un lievito madre che nel gemmare nuovi prodotti ritorna sempre
Un price point “moderno”, spesso un affordable luxury ove le persone oggi pasteggiano con piacere (le 18enni dei tempi miei non investivano così tanti soldi sulle unghie, è una sociologia su cui vorrei costruire una tesi)
Un moat, vantaggio competitivo
Delle ASA ben definite
Etc..
Per Pianca gira così: un total living basato sui mobili per la casa, ispirati dal grande design italiano che parla al retail ed al contract con un prezzo appena sotto Molteni e Poliform e una competenza di prodotto assoluta e riconosciuta, testimoniata da luoghi di co-progettazione come la materioteca. Il vantaggio competitivo risiede nel just-in-time che rende l’azienda flessibile e agile.
Sono stato attaccato su LinkedIn perché ho elogiato il 6 agosto e la cultura del lavoro che queste aziende esprimono. C’è un altro modello che sta emergendo e non possiamo ignorare. Yoox prima, Bending Spoons adesso, ci parlano di un’Italia che esprime aziende digitali. Penso alla serialità con cui Paolo De Nadai ha messo in fila Scuolazoo, Weroad e Brum Patenti. Per me il termometro è uno solo: tolte come alla grappa le teste e le code (cioè via Bending) quando l’ecosistema raggiungerà il valore (fatturato, contributo al PIL, fate voi) delle acciaierie Valbruna di Vicenza, allora sarà un sistema forse più rilevante dell’impresa che racconto io. Non è una gara, non c’è una dicotomia, c’è un’Italia da disegnare da zero con questi motori di propulsione a pluggare le imprese consolidate. Perché Acciaierie Valburna diventa più potente se Azzurro Digitale la boosta.
Però più esploro questi casi più capisco che chi va a lavorare con questa grinta, questa garra charrua, lo fa perché ha senso per lui. Non è solo un tema di fare impresa, è un tema di vedere come va a finire.
Ognuno investa come decide e ama il proprio 6 agosto, ma è davvero staccare il piantarsi a Gallipoli senza leggere la mail affondando nel gin-tonic overpriced il magma che hai dentro di quando dovrai di nuovo leggere la mail? O forse va bene leggerla e pagare 10 euro un polpo con patate a Telendos? La verità è ciò che ha senso, ha senso per noi ed ognuno sta al mondo come può. Buona estate.


