Persone pazienti
“Chi continua a imparare continuerà a crescere nella vita” (Charlie Munger)
Ero molto incerto sullo scrivere o meno queste righe, ma poi ho verificato un dato: il 6.5% degli italiani possiede azioni contro il 58% degli americani. L’angolo che io vorrei dare a queste riflessioni non è di investimento, ma di temperamento. Mi sono chiesto cosa io abbia imparato negli ultimi anni in cui passo il 2-3% del mio tempo a inseguire un obiettivo: fare in modo che il denaro lavori quando non lavoro io (quindi ha ben poco da fare perché lavoro abbastanza). Sono ragioniere, un tempo vi era l’idea che il liceo ti obbligasse ad andare all’università mentre ragioneria ti permetteva di andare, volendo, a lavorare in banca. Ho scritto una tesina sul trading on line, era il 2001. La mia passione per il tema poca, non avevo capito molto. Però questa è la serie di spunti che avrei voluto leggere se tornassi ad avere quell’età. Partiamo da una domanda: perché investire? Per due motivi: il primo è che finché il mondo continua a funzionare come ha funzionato negli ultimi 100 anni è possibile dare valore al proprio denaro, anche fossero 1000 euro. Il secondo è che investire ha qualcosa di militare, insegna la disciplina. Iniziare è facile, basta scaricare una qualsiasi app (Fineco, Trade Republic, Revolut) e si comincia! Quando si investe ci sono due approcci: il trader ed il cassettista. Il trader è chi spera di fare i soldi comprando basso e rivendendo altro, solitamente è difficile e faticoso. Il cassettista è qualcuno che compra un’azione o un’obbligazione per tenerla a lungo. La cosa potentissima che il cassettista ha capito è che se compra le azioni di OVS diventa socio di OVS, quindi crede nell’azienda e vuole sapere tutto della stessa. Se lavori presso un’azienda non vuoi starci un mese, perché vendere le azioni di OVS dopo un mese?
È possibile diventare soci di un sacco di cose, ad esempio lo stato. In questo caso si comprano i bond o obbligazioni (o i BOT o CCT) e si decide di finanziare il debito dello stato stesso. Ok ma di che stato compro il debito? Beh di quello che sta meglio no? C’è un però! L’Australia è poco indebitata, perché comprare debito italiano al posto di quello Australiano? Per due motivi: tutto ha un prezzo quindi forse il debito australiano “costa di più”, il secondo è che l’Australia ha un rischio di cambio, quindi si aggiunge un rischio (il cambio appunto) che comprando debito in euro non si ha.
Le azioni e le obbligazioni premiano il “prestito” che noi come utenti facciamo a chi le emette. Storicamente le azioni “rendono di più” mentre le obbligazioni proteggono in periodi di magra. Perché allora un sacco di gente perde soldi? Per quello che si chiama panic selling. L’investimento è controintuitivo e controfatturale, io ho 1000 euro, un giorno apro l’app di Fineco e vedo -50%, dovrei essere contento perché il mercato è in sconto! Compro di più! Il mio cervello invece dice “ne tiro fuori 500 sono stato uno scemo a perderli”. La storia di Bob, il peggior investitore del mondo parla chiaro: restare nel mercato vi renderà molto meno poveri di quello che siete.
Il motivo risiede principalmente nella magia dell’interesse composto. Reinvestire i guadagni vi permetterà di mettere a reddito anche quelli. Pensate di “generare” 100 euro l’anno ogni 1000 euro investiti (vi sarebbe andata molto bene!), potete pagarvi una pizza o investire 1100 euro l’anno dopo. Avrete messo a leva l’interesse composto! Gli italiani hanno particolare amore per una cosa che si chiama “la cedola”, cioè il dividendo che un titolo paga. Esiste un titolo di stato, un BTP, che a me piace. Scade nel 2072 ed oggi costa circa 560 euro comprarne “una unità minima”. Cosa vi portate a casa con questi soldi? 1000 euro nel 2072 (non un grande affare visto che l’inflazione eroderà gran parte di questo delta) ma anche 9 euro ogni sei mesi, chiameremo questi 9 euro cedola. Da qui al 2072 sono 800 euro solo di cedole, sempre che lo stato non fallisca (rischio paese). E l’oro? Warren Buffet (il più grande investitore del mondo) lo odia perché se una fattoria genera “valore”, il prezzo dell’oro (e dei bitcoin) dipende dal fatto che qualcuno stia scommettendo una cosa contraria rispetto a voi, cioè che lo stesso scenderà (infatti vende) mentre voi (che comprate) pensate che salirà. È il mercato, bellezza.
Investire insegna a risparmiare, ed il risparmio non può che derivare dal lavoro. Esiste un movimento (F.I.R.E.) i cui adepti immaginano di andare in pensione presto grazie al corretto investimento del proprio denaro. È molto più dura di quanto sembri ma è importante capire che oggi grazie a “pacchetti di azioni e obbligazioni e altro” che chiamiamo ETF è possibile iniziare a far girare la propria finanza personale. Uno molto famoso si chiama “all world” e ci permette di investire nella maggior parte delle aziende del mondo (anche se non pesate allo stesso modo). Ho infatti anche imparato che investire in una sola azione raramente rende ricchi.
Questa newsletter non vuole essere altro che uno stimolo di pensiero: di questi tempi con le pensioni sempre più incerte (ecco perché gli americani investono tutti!) non è possibile non pensare al proprio denaro. Se questo pensiero vi stimola sciroppatevi i 10 episodi per iniziare di The Bull, poi fare le vostre riflessioni e date anche un occhio a Ciao Elsa se si parla di fondi pensione. La mia nonna mi aveva regalato un buono postale, l’ho sciolto dopo 20 anni, ho guadagnato davvero poco. Da li ho capito che una buona cultura dell’investimento è una cosa davvero importante. Il metodo Warren Buffett è un buon modo per iniziare se vi piace leggere più che ascoltare.
Una delle frasi più potenti che mi siano mai rimaste impresse è la seguente: “il mercato è progettato per trasferire denaro dalle persone impazienti alle persone pazienti”, da condire a piacimento con “siate impavidi quando gli altri sono paurosi e siate paurosi quando gli altri sono impavidi”.
Se la cosa vi appassiona scoprirete una cosa, mettere a leva il denaro (poco o tanto) vi insegnerà a diventare pazienti, disciplinati e saggi.
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